[procedere lento]
>E allora continua il cammino come chi ha lunga vita/ Continua il cammino felice/ La grazia dinnanzi a te/ La grazia dietro te/ La grazia sotto di te/ La grazia sopra te/ La grazia attorno a te/ La grazia nelle tue parole/ Continua felice verso una lunga vita/ Continua misteriosamente (Preghiera Hopi)<
 



domenica, 14 maggio 2006

Viaaaaaaaa!!!!!!!!!

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giovedì, 27 aprile 2006

Morbidezza carnosa, scoperta e sensibile,

serrata, contratta entro una cassa toracica di metallo.

Resistenza di corazza,

il piccolo bolero del Matador.

Lo spazio non respira,

il respiro non trova spazio.

Le onde vitali del sotto liberano l'alto.

Ad ogni sbadiglio il gelo, il freddo.

Lacrime di vita.

Tutti i miei uomini passati, il loro presente lontano.

"Vi saluto, ovunque voi siate."

Le vecchie case di paese abbracciate dal silenzio della notte, rassicurate dall'alone luminoso di un lampione che si dirama dai muri come fosse la sua infiorescenza.

La mia luce nella mia notte.

Boschi che stentano a diventare verdi per la troppa timidezza.

Mani che vibrano, si scaldano, sentono il respiro diventare torace che sale e scende.

Lungo il percorso che segue il disegno di uno zampillo frigge timido il mio cuore.

 

postato da perlarara, 23:12 | link | commenti (2)

mercoledì, 26 aprile 2006

Antico cotone

profumato di fresca lavanda,

ripiegato con cura,

riposto,

accarezzato.

Il mio amore ricambiato.

Casa.

postato da perlarara, 22:32 | link | commenti

lunedì, 15 agosto 2005

Tu non c'entri, non c'entri mai.

E' la tua convinzione.

C'è il vento, l'aria leggera di un anno fa, non posso fare a meno di ricordare.

L'orologio ha completato il suo giro e mi chiedo cosa alla fine sia cambiato davvero.

Lei continua a esserci nonostante tu voglia convincerti e convincermi del contrario.

Povera lei.

Povera me.

postato da perlarara, 10:25 | link | commenti (2)

giovedì, 21 luglio 2005

Di certe cose non so come parlare, da tanto non scrivo.

Corro in uno dei miei pomeriggi di sole, sudore, voci che escono a stento da bocche storte o troppo contratte. Corro con il corpo dentro un' auto che corre. Corrono i miei pensieri, talmente veloci da essere già là. Corro e divento incurante, distratta, in realtà non si capisce bene dove io sia. Mi trovo in una terra di mezzo, non nella carne, non nella mente. C'è caldo, un' afa impressionante. Sì, quella la sento. La registro, per la precisione, ne prendo atto. L' auto scende, percorre una via che si avvicina al fiume. Ai bordi della strada, veloci, si aggrovigliano sonore le acque di una "canaletta" di irrigazione. Basta questo, l' immagine, il suono e sono qua, repentinamente, pronta a mettere faccia a faccia il passato e il presente. Se ci penso, alle estati della mia infanzia, non le ricordo calde, anzi. Erano afose di sicuro ma di questo non c'è traccia nella mia memoria e mentre percorro una strada in discesa che va verso il fiume mi chiedo perchè. E di perchè ne trovo tanti. Perchè quando ero bambina io non c'era il traffico di ora  e noi scorazzavamo in lungo e in largo per tutte le vie del paese, ci spingevamo verso la campagna senza paura di poter incontrare qualche "uomo nero", che quelli si muovevano solo di notte. Perchè quando ero bambina io le canalette c'erano dovunque, perchè ai campi l'acqua serviva, e le tenevano pulite, pulite, che ci potevi fare il bagno dentro, oltre a far gareggiare le foglie che diventavano splendidi velieri pirata. Perchè quando ero bambina io mia madre non voleva che io mi bagnassi. "Che poi ti senti male", mi diceva. Lei ci provava ma lo sapeva benissimo che non sarei mai riuscita a darle retta. Perchè quando ero bambina io, anche se le giornate erano afose, i giochi nell'acqua portavano sempre un pò di frescura. 

postato da perlarara, 21:30 | link | commenti (1)

martedì, 19 luglio 2005

Tornata.

postato da perlarara, 23:32 | link | commenti (1)

giovedì, 07 aprile 2005

Scoperta, vulnerabile
come carne cruda

postato da perlarara, 08:30 | link | commenti (7)

venerdì, 01 aprile 2005

E il male riesce a farsi strada attraverso il taglio del bisturi. Mi faccio forza in mezzo all'onda di dolore e calore pensando che è lo scotto che devo pagare per stare meglio. Unghie conficcate in un lettino sberciato, forse dal dolore di chi lì mi ha preceduto. Trasformo l'urlo in resistenza. Penso che questo è niente in confronto a quello che passano i miei bambini. Me lo urlo dentro. Mi ancoro dentro. Dal taglio non è uscito solo il male ma anche tutte le mie forze, tutte le mie difese e i miei sorrisi. Garze al posto della pelle, ma non trovo protezioni per la mia anima.

postato da perlarara, 17:42 | link | commenti (1)

venerdì, 25 marzo 2005

Un'enorme luogo pieno di niente,
sola.
I ganci che non trovo,
estranea.

postato da perlarara, 08:51 | link | commenti (1)

mercoledì, 16 marzo 2005

Ad ogni stazione un nuovo nome. Se è così chiamatemi Caterina. Caterina delle miserie umane, dalle bianche scarpe di panna. Caterina della ruota e della spada. Fra le braccia una covone di grano, in mezzo ad un campo ai piedi di una collina, innamorata del mio uomo di cui sono amante e madre al contempo.Caterina a metà strada fra l'onnipotenza e lo smembramento ciclico. Caterina, delle terre fertili, che paga con monete d'oro le zingare della sua Epifania e pone gli eserciti a difesa degli abissi. Da oggi sono Caterina.

postato da perlarara, 12:20 | link | commenti (4)